The Hamptons

Se capitate a New York City nella stagione primaverile o in autunno sicuramente vale la pena dedicare una giornata agli Hamptons. Situati nella punta più orientale dell’isola di Long Island, gli Hamptons sono diventati, a partire dagli anni ’20 del secolo scorso, la meta preferita dei ricchi newyorkesi: qui trascorrono i weekend (e non solo) estivi, fuggendo al caldo soffocante della metropoli.
Fino agli inizi del 1900 questa zona di Long Island era prevalentemente abitata da pescatori e cacciatori di balene. Ma è con l’arrivo dei Ruggenti Anni ’20 – i famosi Roaring Twenties – che questa zona diventa improvvisamente famosa nella comunità culturale. La descrive molto bene Francis Scott Firzgerald nel suo libro Il Grande Gatsby dove racconta di una società dedita all’alcol e agli eccessi, dove il vivere oltre le proprie possibilità e oltre misura era diventato uno stile di vita. In quegli anni questa zona incomincia a trasformarsi anche da un punto di vista architettonico. Le casupole dei pescatori diventano prima della villette poi delle lussuosse e opulente enormi ville sul mare che ospitano feste memorabili.
Molti esponenti della cultura, della letteratura e del cinema, anche negli anni a seguire, scelgono questa zona come posto privilegiato per farsi costruire una casa. Ecco allora che il mito degli Hamptons continua a crescere fino arrivare ai nostri giorni. Quest’aria di lusso sfrenato si respira ancora camminando per le vie delle cittadine più importanti, affollate dai turisti nei mesi estivi e frequentate da personaggi ricchi e famosi. Tra queste sicuramente vale la pena di segnalare East Hamptons, per il suo gradevole centro storico e per le dimore mozzafiato.
Ma sicuramente la cosa più bella è la distesa infinita di spiaggia che, nei periodi fuori dalla grande folla, accoglie malinconica, imponente e romantica il visitatore che ha voglia di avventurarsi fino qui. Siamo soltanto a 120-130 km da New York ma sembra di essere distanti anni luce. Sovente sferzata dal vento, la spiaggia degli Hamptons seduce con la sua magia, con la lingua di sabbia finissima che sembra infinta, con quel profumo salmastro che porta alla mente dolci ricordi, con il sibilo del vento che evoca antiche memorie, con quella sensazione di aver vissuto un pezzo di storia.