Parigi e i suoi bistrot con Yannick Alléno

Alla scoperta della bistronomie con uno chef stellato

Incontro Yannick Alléno in una sera di fine estate al Café des Chefs, il ristorante-bistrot del Padiglione della Francia a Expo2015 dove Atout France, l’ente per il turismo francese organizza, per gli addetti ai lavori, una serie di incontri con chef stellati che raccontano le diverse anime, territoriali e interpretative, dell’alta cucina francese.

Yannick è elegante, charmant, sembra un divo che passeggia sulla Croisette.
Si destreggia tra i fornelli con la grandiosità di chi ha una naturale e privilegiata affinità con il cibo, tutto in lui sembra spontaneo, anche i più arditi accostamenti culinari.

Rende omaggio alla regione di Parigi, l’Île-de-France, e in particolar modo alla tradizione dei bistrot, dando ai classici della ristorazione parigina un deciso tocco di modernità.

Vicitore del prestigioso Bocuse d’Argent 1999, è uno chef etoilé con tre stelle Michelin.

ImmagineLo vedo comporre una zuppa fredda di barbabietole che mette insieme sapori decisi e accoppiamenti inusuali, inclusi alcuni cubetti di anguria, che vanno a sommarsi alle barbabietole rossa e bianca, alla patata, ai piselli croccanti, all’erba cipollina. E’ un piatto che esalta i prodotti del territorio tipici dell’Île-de-France, ricordandone l’origine povera.

Ne viene fuori un piatto con diverse consistenze, i sapori si percepiscono separati ma in armonia tra loro, i profumi si sprigionano con effetto ritardato.

Inutile a dirsi, buonissima.

 

ImmaginePoi è la volta di un filetto di spigola con spinaci Viroflay alla panna.

Pesce fantastico e salsa sconcertante. Ottima, buonissima con il pesce, lo esalta senza coprirlo, lo rende vellutato al palato. Adoro le salse francesi, e questa è classica e moderna al tempo stesso.

Scopro così che Yannick ha pubblicato nel 2014 un volumetto tutto dedicato alle salse tipiche della cucina francese, rielaborate e attualizzate per renderle più adatte ai gusti alimentari dei nostri giorni.
Dopo un graditissimo assortimento di formaggi dell’area parigina, arriva il dessert, una mela cotta al bicchiere con sablé au fleur de sel. La si gira nel piatto ed ecco che una stupenda colata di caramello al fleur de sel copre la mela e il biscotto.

Come lo assaggio, un fiume di emozioni si riversa nel mio palato, è un confort food per eccellenza, sa di casa, di cose buone, di amore, di tenerezza.

  

A fine cena mi viene chiesto di definire, con una parola sola i tre piatti.
D’istinto dico “innovazione” per la zuppa, “tradizione” per il pesce, “memoria” per il dolce.
Grande Yannick Alléno, con la tua sorprendente bravura e la tua raffinata semplicità sei riuscito a trasmettere la tua idea di alta gastronomia francese.