Denny Imbroisi per Lavazza

Denny Imbroisi

Per Denny Imbroisi, la cucina è una questione di famiglia.
Classe 1987, per lui tutto ha inizio a 14 anni, nella cucina del padre a Mantova, dove impara le basi della cucina tradizionale. Poi tante altre esperienze che lo formano, insegnandoli rigore e precisione. Dal San Domenico di Imola, primo ristorante italiano ad ottenere 2 stelle, alla cucina moderna di Corrado Fasolato a Venezia prima di approdare in Francia, la cui gastronomia è il suo sogno di sempre. Qui incontra William Ledeuil, con il quale lavorerà per due anni, imparando a dare libero sfogo alla sua creatività attraverso la sperimentazione di consistenze, giochi, associazioni di sapori e nuovi metodi di cottura.
A 24 anni, Denny diventa sous-chef al Jules Verne di Alain Ducasse, un’esperienza che gli cambia la vita e che lo prepara a nuove sfide.
Nel maggio del 2015 apre a Parigi il suo primo ristorante, Ida.
Incontro Denny durante il torneo Roland Garros, nella giornata dedicata alla top gastronomy nella lounge Lavazza di cui è brand ambassador.

Denny ha un sorriso sbarazzino e il buon umore di un bambino che sta per fare una marachella. Occhi attenti che raccontano la storia di due anime che vivono in armonia tra di loro, il rigore e l'esuberanza, la precisione e il sogno. Mentre parla, il suo modo di porsi racconta molto più delle parole, vengono fuori passione, tenacia, la consapevolezza di quello che si è raggiunto e la voglia di crescere, migliorarsi, mettersi in gioco. Ma soprattutto sperimentare, sperimentare e ancora sperimentare. Perché per lui la cucina è sensualità pura.

Denny, è la terza volta a Roland Garros con Lavazza.
Si, e sono molto contento, questi sono momenti magici perché si incontrano bellissime persone, è un momento di scambio, condivisione e festa.

Qual è la cosa che ti ha divertito di più fare con il caffè?
Un brodo di anatra e caffè con ravioli e riuscire a distillare un profumo a partire dai fondi di caffè. Ne ho fatto un coffee design con Lavazza qui in Francia dove ho cercato di riprodurre un piatto che rappresenti i 5 sensi del corpo umano: il profumo vaporizzato sopra fatto a partire dai fondi di caffè, una tazza in cioccolato con dentro cioccolato gianduia, nocciole del Piemonte, una spuma di caffè Lavazza e questo profumo al quale si dà fuoco, che genera non solo una trasformazione visiva ma anche di stato, di consistenze.

Il sogno che vorresti realizzare con il caffè.
Servire un caffè trasparente al tavolo, come se fosse acqua ma con gli aromi del caffè, uno shock.

Il caffè è uomo o donna.
Per me il caffè è donna, perché è volubile, perché bisogna controllarlo, rispettarlo, bisogna capirlo e sentirlo, però è appassionante, proprio perché ogni giorno devi capirlo e devi seguirlo. Con una donna ci vuole sempre la coccola, e per me il caffè è uguale.

Il piatto che più ti rappresenta.
Un caffè espresso senza zucchero, amaro, essenziale e un po' acido.

L'abbinamento più interessante con il caffè.
Mi piace molto usare il caffè con il salato, è una continua scoperta, ma di sicuro l'abbinamento che mi ha maggiormente sorpreso è un risotto al latte di cocco con frutto della passione e caffè, perché il frutto della passione e il caffè hanno questa simbiosi che è perfetta.

Caffè in polvere o disidratato nei tuoi piatti.
Io uso sempre i grani, perché quando lo macini il caffè si scalda e subisce già una cottura.
Quello in polvere lo usi quando devi rifinire un piatto, mentre in una ricetta io preferisco utilizzare il grano, infuso o grattugiato, senza mai superare una certa temperatura.

Il tiramisù è uno dei dolci italiani per eccellenza e prevede l'utilizzo del caffè.  
Esiste una tua versione del tiramisù?
Nel mio ristorante qui a Parigi, l'Ida, non faccio per scelta il tiramisù perché non propongo piatti  tradizionali classici italiani, ma lo farò nel mio prossimo ristorante che apre fra due mesi a Lione, dove proporrò una cucina 100% italiana e tradizionale. Da Ida è un po' come un laboratorio, mi permetto di essere egoista e di fare quello che più mi piace, nel nuovo ristorante farò quello che piace agli altri.
Da Ida il dessert che va di più è il CappuccIda, dal quale è nata l'idea di fare il coffee design con i 5 sensi, assemblando i prodotti del Piemonte (Lavazza è nata in Piemonte), rispettando il territorio, perché, a parer mio, la migliore cucina con il caffè si fa con i prodotti che gli sono vicini geograficamente perché raccontano la storia di una grande azienda.

Denny Imbroisi
Denny Imbroisi